Livelli sierici di calcio e albumina nei sopravvissuti rispetto ai non sopravvissuti dopo un trauma critico

Scopo: pazienti feriti che richiedono una rianimazione aggressiva con somministrazione endovenosa (IV ) fluidi ed emoderivati acquisiranno frequentemente bassi livelli sierici di calcio (CA) e albumina (ALB) nell’unità di terapia intensiva (ICU) come risultato di questa terapia. Lo scopo di questo studio longitudinale era di determinare il decorso temporale di CA e ALB durante il ricovero in terapia intensiva nei sopravvissuti (S) rispetto ai non sopravvissuti (N) dopo un trauma maggiore. Il disegno dello studio è quello di verificare se CA, ALB o CA corretto per l’albumina possono essere utilizzati come indicatori della sopravvivenza del paziente dopo un trauma critico.

Materiali e metodi: i valori CA e ALB sono stati registrati retrospettivamente in 64 soggetti casuali (S = 32 e N = 32) ricoverati in terapia intensiva Trauma per 3 o più giorni. I punti dati CA e ALB sono stati suddivisi in 6 intervalli di tempo per l’assistenza in terapia intensiva. I valori medi e l’errore standard della media per ciascun frame sono stati ottenuti per rappresentare le differenze parametriche nei profili temporali per S rispetto a N. L’analisi dei sottogruppi è stata utilizzata per determinare l’impatto delle trasfusioni di sangue sui livelli di CA e ALB. La CA corretta per l’albumina è stata calcolata per ogni paziente in ogni punto di misurazione e quindi suddivisa nei 6 intervalli di tempo della cura in terapia intensiva. Il test t parametrico e l’analisi della somma dei ranghi non parametrica sono stati utilizzati per valutare la capacità di CA, ALB e CA corretto per ALB nel discriminare S da N. Ciascuna covariata predittiva è stata classificata, divisa in quartili (gradi = normale, lieve, moderata, grave ) e correlato con la probabilità di sopravvivenza del paziente (vale a dire, rapporto tra S e N in ciascun quartile).

Risultati: l’analisi parametrica e non parametrica dei dati raccolti indica che i modelli di risposta di CA erano significativamente diversi (P < .00005) in S rispetto a N. I profili temporali di CA e ALB hanno mostrato riduzioni simili sia in S che N durante la fase di rianimazione (cioè, “ipocalcemia del trauma”). Ma da questi punti nadir, i modelli di risposta CA in S tendevano a elevarsi costantemente verso livelli normali (cioè, “responder”), mentre N non mostrava tale aumento nei valori CA (cioè, “non responder”). I dati hanno rivelato che la probabilità di sopravvivenza nei pazienti traumatizzati dopo 3 giorni di terapia intensiva è proporzionale alla risposta verso l’alto di CA dai valori depressi presenti dopo la rianimazione iniziale. La diminuzione dei livelli di CA dopo 3 giorni di terapia intensiva è stata associata a una diminuzione della sopravvivenza (Tabella 1). Il test della somma dei ranghi ha mostrato che i valori di CA corretti per ALB creano differenze meno evidenti in S e N rispetto a CA non corretto. L’analisi dei sottogruppi ha mostrato una diminuzione lineare dei livelli di CA e ALB con l’aumento delle unità di sangue trasfuse durante il trattamento per il trauma.

Conclusioni: i cambiamenti di CA durante le cure in terapia intensiva dimostrano modelli di risposta distinti (P < .00005) per i sopravvissuti rispetto ai non sopravvissuti. L’entità della risposta al rialzo in CA dopo la fase di rianimazione con fluidi è un marker che è correlato alla capacità del paziente di resistere agli stress fisiologici incontrati durante il trattamento in terapia intensiva dopo un trauma grave. I nostri risultati indicano che i valori CA non corretti sono una guida migliore per la sostituzione del calcio terapia nei pazienti traumatizzati rispetto alla CA aggiustata per l’albumina. Questo studio suggerisce che i modelli di risposta della CA possono essere un riferimento utile per monitorare i progressi dei pazienti gravemente feriti.

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